Maggio e giugno sono stati due mesi pieni, di quelli in cui passi più tempo in macchina o in aereo che alla scrivania. Tra un convegno a Rapallo e un sopralluogo in Toscana, qualche giorno di assestamento e poi di nuovo in viaggio verso il Friuli. Riporto qui quello che ho visto e con chi ho parlato, perché penso che valga la pena raccontarlo.
Rapallo 3Reg 2026: il Convegno dei Giovani Imprenditori
Il 4 e 5 giugno ero a Rapallo per il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, quest’anno dal titolo “People: La nostra promessa di futuro“. Oltre mille presenze nella tensostruttura del Porto Carlo Riva, due giornate intere di confronto su capitale umano, demografia, innovazione, intelligenza artificiale, energia.
La relazione di apertura della presidente Maria Anghileri ha toccato un punto che mi ha colpito particolarmente: “le persone sono le terre rare di questo mondo”. Una risorsa che non si compra sui mercati, che richiede anni per essere formata e che si può perdere rapidamente, attraverso la fuga dei talenti o la mancanza di opportunità. È un parallelo che torna spesso anche nelle conversazioni che faccio con altri imprenditori della mia generazione: il vero limite alla crescita, oggi, non è quasi mai la tecnologia o il capitale. Sono le persone giuste, al posto giusto, con le condizioni per restare.
Tra le proposte discusse, quella che ha generato più dibattito è l’Irpef decrescente per gli under 35. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere più sostenibile, per un giovane, la scelta di restare a costruire la propria vita e la propria carriera in Italia, invece di guardare altrove.
Mi porto a casa soprattutto questo: il tema dei talenti non è un argomento da convegno, è una questione che tocca direttamente anche una piccola realtà come la nostra. Trovare e trattenere le persone giuste è una delle sfide più concrete che affrontiamo ogni giorno, e sentire che se ne discute a questo livello, con proposte precise sul tavolo, è un segnale che conta.
Toscana: il cantiere del metanodotto Livorno-Piombino
In Toscana ho visitato il tracciato del rifacimento del metanodotto Livorno-Piombino, per un sopralluogo nei cantieri dove sono impiegati i nostri sistemi di blindaggio scavo SBH.
Il percorso attraversa zone agricole tra Collesalvetti e Cecina: campagna isolata, poco traffico, cantieri che lavorano con un ritmo regolare e senza intoppi visibili.
Il progetto complessivo copre una tratta di circa 90 chilometri tra Piombino e Livorno, e fa parte del Lotto 1 (Collesalvetti–Cecina) dell’opera di rifacimento del metanodotto. L’appalto, aggiudicato lo scorso anno con un criterio basato sulla qualità, vale quasi 80 milioni di euro ed è gestito da PBR Technology in collaborazione con Tre Colli. Un’opera fondamentale per il potenziamento della rete nazionale, perché garantisce la connessione con il polo di Piombino e con il rigassificatore.
In ogni punto di osservazione, lo stesso elemento ricorrente: i nostri sistemi di blindaggio a garanzia della sicurezza degli scavi di linea. Si tratta di moduli serie 750, a doppia rotaia di guida, che permettono di raggiungere profondità fino a 3,80 metri: grazie alla seconda guida non serve rimuovere tutta l’altezza armata in una volta, ma basta togliere il primo pannello, rendendo più rapide le fasi di disarmo del cantiere.
Monfalcone: i lavori al porto
L’ultima tappa è stata al porto di Monfalcone, dove ho seguito i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria affidati a Rosso Srl, impresa di costruzioni e manutenzioni attiva nell’area giuliana dal 1971, con esperienza consolidata su scavi, condotte e infrastrutture stradali.
Girare per i cantieri è un’attività che faccio sempre volentieri di persona, per vedere come i prodotti che rappresentiamo si comportano davvero sul campo, parlare con chi li usa ogni giorno, raccogliere il loro punto di vista. I numeri di un appalto raccontano una parte della storia. Il resto lo si capisce solo stando lì.
Credito fotografico foto del porto di Monfalcone: https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AVeduta_di_Monfalcone.jpg