Noleggio e vendita di attrezzatura per il blindaggio scavo.

Le persone di Rappresentanze Industriali: scopri il team

18 Giugno 2026

Le aziende sono delle scatole.
Questa è la verità scomoda che chi fa impresa conosce bene: il nome, il logo, la ragione sociale, il catalogo prodotti: tutto questo da solo non vale niente.
Quello che fa la differenza è chi c’è dentro. Se le cose vengono fatte o no. Se vengono fatte con attenzione o in maniera meccanica. Se chi lavora ogni giorno ci mette qualcosa di suo.
In R.I. siamo in pochi, e ci conosciamo bene. Questo articolo è un modo per presentarci, per raccontare da dove veniamo e come lavoriamo.

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1981: un incontro che diventa un’azienda

Tutto inizia con l’ingegnere Sergio Picasso. Siamo negli anni Ottanta. L’Italia è un Paese che corre: le infrastrutture sono in piena espansione, i cantieri aprono ovunque, c’è una domanda enorme di tecnologie che consentano di costruire in sicurezza e con efficienza. In Germania queste tecnologie esistono già. In Italia, molto meno.

L’incontro tra Sergio e Wolfgang Deussen, imprenditore tedesco, fondatore di SBH, è il momento in cui nasce l’idea. Due persone che si siedono a un tavolo guardano la stessa opportunità da prospettive diverse, con l’obiettivo di portare nel mercato italiano le soluzioni per il blindaggio degli scavi sviluppate in Germania. Quarantacinque anni dopo, quella partnership è ancora il cuore del nostro lavoro.

Wolfgang ha portato avanti il lavoro con la stessa solidità e con lui è rimasta nel tempo anche Rita Hannen, la storica referente commerciale di SBH. Rita è una figura centrale per noi: conosce il mercato italiano con la stessa profondità con cui conosce quello tedesco, sa come funzionano i cantieri da entrambe le parti, ed è il nostro punto di riferimento quando si tratta di assortimenti, magazzino e nuovi prodotti. Con lei e con Tim, il figlio di Wolfgang, ci interfacciamo ogni volta che dobbiamo fare scelte importanti su cosa offrire al mercato.

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La generazione che continua

Il settore in cui operiamo sta cambiando rapidamente. La digitalizzazione sta trasformando i processi, i cantieri diventano più complessi, i clienti hanno esigenze nuove. Essere imprenditori oggi significa anche saper guardare oltre l’orizzonte immediato, capire dove sta andando il mercato prima che ci arrivi, e costruire gli strumenti per starci.

Questo è anche il senso del mio impegno in Assolombarda e Confindustria Giovani: confrontarsi con altri imprenditori della mia generazione, ragionare insieme su come si fa impresa adesso, portare a casa idee e relazioni che poi alimentano il lavoro quotidiano. Non è un’attività separata dall’azienda: è parte dello stesso modo di stare nel mercato.

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Il team allargato

Negli ultimi anni R.I. si è allargata in una direzione non facilmente immaginabile. qualche anno fa: abbiamo costruito un team di sviluppo software e uno di comunicazione che lavorano in larga parte da remoto.

È una realtà comune a molte aziende oggi, eppure ogni volta che ci si incontra di persona ci si rende conto di quanto sia stimolante. Lo abbiamo vissuto in modo particolarmente alla festa che abbiamo organizzato per i 45 anni dell’azienda, a margine di SAMOTER 2026: per alcuni della squadra era la prima volta che ci si vedeva di persona. Persone che avevano lavorato insieme per mesi, risolto problemi, preso decisioni, e che si incontravano per la prima volta con un calice di prosecco in mano.

Il digitale rende possibile un sacco di cose. Ma certe altre si fanno solo guardandosi negli occhi.

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Quello in cui crediamo

Alla fine, il filo che tiene insieme tutto questo è una convinzione abbastanza semplice: il mondo del lavoro è fatto di persone, e le persone funzionano meglio quando si incontrano, si fidano l’una dell’altra e condividono qualcosa oltre ai compiti da svolgere. Lo vediamo nella longevità della nostra partnership con SBH, nel modo in cui i clienti storici tornano a trovarci alle fiere dopo anni, nel gruppo che ha festeggiato insieme un traguardo inatteso sulla carta, ma che in qualche modo sentiva raggiungibile. Quarantacinque anni di storia non sono solo frutto di un prodotto o di una strategia. Si spiegano con le persone che li hanno vissuti con interesse e dedizione.

Leggi anche l’articolo: SaMoTer 2026: tornare in scena festeggiando quarantacinque anni

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