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Squinzi: politiche industriali e fiscali per rilanciare l’edilizia

24 Settembre 2015

17Riportiamo di seguito alcuni stralci dell’intervista realizzata dal Sole 24 Ore al Presidente di Confindustria Squinzi riguardo a tematiche odierne anche nel settore dell’edilizia. Qui è disponibile l’articolo completo.

«Un pacchetto di misure urgenti» da approvare «nella prossima legge di stabilità» per rilanciare l’edilizia. È la richiesta venuta oggi da Confindustria e dall’associazione dei costruttori Ance, che hanno elaborato insieme le proposte da inviare al Governo. «Il fisco deve essere lo strumento per avviare una politica industriale» per il rilancio delle costruzioni, settore «fondamentale per la nostra economia», ha sottolineato il leader degli industriali Giorgio Squinzi, ricordando i dati «drammatici» su posti di lavoro persi e calo di domanda, ed in particolare di investimenti pubblici. «Bene eliminare la Tasi ma è solo l’inizio», ha avvertito l’Ance.

Squinzi ha ricordato che dall’inizio della crisi «c’è stata una perdita di 800-900mila posti di lavoro determinata dal calo della domanda e degli investimenti pubblici sulle infrastrutture». È necessario, quindi, che con la legge di Stabilità 2016 «il settore delle costruzione diventi la priorità assoluta per il Paese». In tal senso serve «una domanda pubblica che deve essere più presente» per rimediare «a ritardi importanti» rispetto agli anni in cui «in Italia eravamo in grado di costruire l’Autostrada del Sole in pochi anni». Servono «infrastrutture più adeguate ad un Paese di prima fascia», invece «il patrimonio infrastrutturale invecchia ed è inadeguato alle esigenze di un Paese che vuole restare in prima fascia».

Per il presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, le proposte presentate oggi «non gravano sull’erario, ma in alcuni casi portano anzi maggiori incassi». De Albertis, insieme a Confindustria, ha puntato anche il dito contro «il paradosso e l’ingiustizia» delle «storture fiscali che penalizzano le imprese». La richiesta è di «Imu deducibile sugli immobili strumentali delle imprese, niente tasse patrimoniali su immobili invenduti delle imprese e sulle aree fabbricabili». E ancora: «no all’Imu sui macchinari imbullonati».

 


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